15/08/2007

Riuscire ancora a ridere e a piangere - da "Storia di Maria Milena" (Dentro al buio)

 

73741561d67089bc6c1d3b52ed3a889e.jpg…quando sono fuori casa faccio di tutto per essere la persona di sempre.

Non voglio annoiare o mettere in imbarazzo la gente che si avvicina a me per qualsivoglia motivo. Se qualcuno mi chiede notizie sul mio stato di salute, cerco di minimizzare, e dirotto velocemente l’attenzione su un altro argomento. Le persone chiedono notizie perché si sentono in obbligo di farlo, ma in realtà l’ultima cosa che vogliono è sentire delle lamentele.

Credo che la mia più grande fortuna sia quella di essere dotata di un buon senso dell’umorismo. Si può ridere di tutto, quando si è in sintonia con le persone che si frequentano, anche della malattia. Ci sono battute che possono sollevare senza ferire, sorrisi che alleggeriscono senza minimizzare, risate che fanno stare bene senza schernire.

 

…La forza di crederci di nuovo non so da dove mi viene. Certo è che quando mi guardo allo specchio vedo una giovane donna che ha ancora tanto da dare, sia in termini di vita da vivere che in termini di amore da trasmettere a mio figlio, mio marito, e a tutte quelle persone a me care.

Se è vero che esiste un “dopo”, io lo immagino così: una ripida scala al di sopra della quale mia madre mi attende serena e sorridente. La percorro rapidamente, con l’animo in subbuglio, e quando le sono dinnanzi, piango, piango dalla felicità.

 

 

 

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